Dalla visione e percezione alla teoria dei colori

Riflessione sui colori

Come sarebbe il mondo senza colori? È una domanda assurda, vero? Se ci pensi però un attimo ti renderai conto quanto diamo per scontato la loro esistenza e che spesso e volentieri sottovalutiamo la loro immensa potenza con cui influenzano la nostra stessa vita. Ne sono parte integrante e sono in grado di condizionare le nostre preferenze e le nostre scelte, il nostro umore e di conseguenza il nostro comportamento, l’approccio con il mondo. I colori ci trasmettono effetti psicologici ed emotivi e hanno sempre dei significati molto profondi. Questi effetti vengono spesso ignorati o messi in secondo piano e a lungo andare possono causare anche effetti indesiderati. Sono un po’ come le medicine: vanno saputi dosare e vanno equilibrati tra di loro. Un concetto che vale in tutto e per tutto, più che mai nel nostro lavoro creativo. Una scelta consapevole piuttosto che intuitiva è capace di regalare emozioni, il risultato più prezioso che possiamo ottenere con la creazione di un manufatto. Non importa quale è la tua passione e lo strumento con cui esprimi la tua creatività, l’unica cosa che conta veramente è che tu riesca a trasmettere emozioni a te stesso e alle altre persone.

Ed eccoci di nuovo, entrano in gioco assieme alle forme i colori. Per poterli scegliere con maggiore consapevolezza durante la creazione di un progetto bisogna imparare a conoscere non solo la loro natura fisica ma anche i loro effetti e il modo in cui abbinarli tra di sé nella maniera più efficace possibile.

Stiamo per affrontare un argomento molto vasto e complesso, sono però certa che facendo chiarezza su alcuni principi ed aspetti fondamentali, alla fine della lettura di questo articolo avrai già idee ben precise di come sfruttare al massimo l’immensa potenzialità dei colori nel tuo lavoro creativo e di come farli diventare i tuoi alleati preziosi che saranno sempre al tuo fianco.

“In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima.”

Wassily Kandinsky – Lo spirituale nell’arte

La visione del colore

Non è altro che una sensazione fisiologica, è la capacità con cui riusciamo a distinguere gli oggetti basandoci sulla lunghezza d’onda o frequenza della luce che essi emettono, riflettono o trasmettono. Date le proprietà fisiche, la luce visibile appare complessivamente bianca considerando che è la somma di tutte le frequenze dello spettro ottico. Se un corpo appare bianco è proprio perché assorbe e a sua volta riflette tutte le frequenze. Viceversa, esso appare nero quando ne assorbe tutte ma non ne riflette alcuna. In tutti gli altri casi invece abbiamo la percezione tipica di un altro colore.

La percezione del colore

I colori possono essere misurati e quantificati in diversi modi, la percezione però è un processo molto soggettivo: individui diversi possono vedere diversamente lo stesso oggetto illuminato o la stessa fonte di luce. In pratica sono i nostri occhi assieme al nostro cervello a tradurre la luce in colore attraverso tre fasi ben precise.  A fare la differenza nel percepire sono proprio i nostri occhi, più precisamente la retina, che è ricoperta da milioni di cellule fotosensibili. Questi fotorecettori si suddividono in due gruppi: coni e bastoncelli. I coni sono responsabili della visione diurna, colgono con più precisione le frequenze dei colori e creano la nitidezza visiva. I bastoncelli invece trasmettono principalmente informazioni in bianco e nero e sono più sensibili alla luce fioca, di conseguenza giocano un ruolo fondamentale nella nostra visione periferica.

Interessante sapere che i nostri occhi sono in grado di percepire più variazioni nei colori più caldi che in quelli freddi proprio perché quasi due terzi dei coni elaborano le lunghezze d’onda luminose più lunghe cioè quelli rossi, arancioni e gialli.

La teoria dei colori

Il segreto di come abbinare correttamente i colori sta proprio in questo concetto fondamentale. Per capire quali stanno bene insieme e quali meno abbiamo a nostra disposizione uno strumento molto utile e prezioso – scopriamo subito di che cosa si tratta!

La ruota dei colori

La prima in assoluto fu sviluppata nella seconda metà del Seicento da Isaac Newton che studiando la dispersione ottica scoprì che la luce visiva passando attraverso un prisma di vetro si scompone nelle sue componenti colorate. Scoprì anche che queste componenti passando attraverso un altro prisma si ricombinano e ricostruiscono la luce bianca iniziale e affermò che il colore non è una qualità dei corpi bensì della luce stessa.

Le varianti della sua versione furono usate sin da allora come basi della teoria dei colori tradizionali.

Come è fatta e come si usa la ruota dei colori?

La scelta del colore a volte può risultare abbastanza complicato. La ruota rende più facile a vedere le relazioni cromatiche e le possibili combinazioni di colori, per questo è uno strumento indispensabile per designer, artisti e decoratori.

Divide lo spettro in 12 tonalità di base: 3 colori primari, 3 secondari e 6 terziari.

  • Colori primari

Sono il rosso, il blu e il giallo. Sono puri e non possono essere ottenuti miscelando altri colori.

  • Colori secondari

Sono l’arancione, il verde e il viola. Si allineano tra i primari in quanto si ottengono miscelandone due in parti uguali: rosso + giallo = arancione, blu + giallo = verde, blu + rosso = viola

  • Colori terziari

Si ottengono miscelando un colore primario con il secondario adiacente sulla ruota.

Dopo ogni miscelazione le tonalità risultano sempre meno vivide.

 

Armonia dei colori

Il concetto di abbinamento è definito anche armonia dei colori e lo si ottiene quando questa combinazione crea un effetto piacevole.

I colori primari per esempio creano sempre armonia, sono vivaci, vistosi e non passano mai di moda. Se vuoi dare un aspetto allegro e luminoso al tuo progetto, puoi tranquillamente affidarti a loro. Attenzione però, non usarli mai tutti e tre insieme, potresti ottenere un effetto poco armonioso che può sembrare infantile. Usandone uno solo o al massimo due potresti invece ottenere un effetto più sofisticato.

Abbinando colori complementari, cioè opposti sulla ruota, il risultato sarà ugualmente gradevole. Questi colori, se hanno la stessa luminosità e grado di tonalità, si esaltano a vicenda e stanno sempre bene insieme. Le combinazioni più usate includono blu-arancione, giallo-viola, verde-rosso.

Il concetto di combinare colori analoghi è di rimanere all’interno della stessa famiglia di colori. Essi si trovano sempre adiacenti sulla ruota come per esempio il blu e l’indaco. Usando varie tonalità dello stesso colore potresti ottenere un effetto sfumato molto piacevole.

Se opti di utilizzare i colori neutri ovvero il bianco, il nero, il grigio o il marrone, il risultato finale ti potrebbe sorprendere. Questi colori non sono affatto monotoni e noiosi, il loro punto di forza è che stanno molto bene sia in gruppi sia abbinati ai primari e anche a quelli secondari. Come hai potuto notare, non si trovano sulla ruota e non sono nemmeno facili ad ottenere o definire: spesso sono spenti e richiamano elementi naturali come la sabbia, la terra o le pietre. Se decidi di lavorare con essi dovrai considerare soprattutto la temperatura del colore. se usi quelli caldi puoi scegliere per esempio un grigio tendente al marrone o il crema, se invece utilizzi quelli freddi potresti optare per il bianco o per il nero.

Per quanto riguarda la temperatura dei colori e perché è importante saperne di più ne parlerò più dettagliatamente nel prossimo articolo. Inoltre, approfondirò altre questioni molto interessanti come la costruzione degli schemi di colori, i vari metodi di mescolanza e la psicologia dei colori.

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CHI SONO

Sono Evi Bossanyi, ungherese di nascita e grossetana di adozione, dove mi sono trasferita da più di quindici anni…per amore.

Ho sempre avuto grande interesse e curiosità per le arti manuali che mi hanno portata a trasformare questa mia passione in una vera e propria professione

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