Evoluzione della pittura a olio e la nascita dei tubetti di colore

La pittura a olio è la tecnica dominante della pittura classica ed è anche quella più complessa da eseguire. Ci sono vari procedimenti che determinano l’esito finale dell’opera tra cui quelli più importanti sono la diluizione, la mescolanza e la modalità di stesura dei colori sul supporto.

Questa tecnica pittorica utilizza pigmenti in polvere mescolati con oli siccativi e affonda le sue radici nell’antichità: ne diede notizia già Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano del I. secolo a.C., considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi.

Fu però soltanto dalla metà del XV. secolo che conobbe una straordinaria diffusione prima nelle Fiandre e di seguito anche in Italia grazie ad Antonello da Messina che entrò in contatto diretto con artisti fiamminghi e catalani. In realtà gli artisti italiani conobbero e utilizzarono già questa tecnica soprattutto in combinazione con la pittura a tempera.

Dalla pittura su tavola alla tela

Inizialmente le opere pittoriche furono realizzate su supporti di legno. Successivamente, a partire dal XVI. secolo, la pittura venne applicata anche su tela dando origine a una modalità esclusiva che nella tecnica pittorica cambiò soltanto con la comparsa dei colori acrilici.

Le tele risultarono più leggere e maneggevoli rispetto alle rigide tavole di legno e proprio per questo motivo furono preferite anche dai mercanti che trovarono molto più facile e pratico trasportare i dipinti su tele arrotolate.

La grande svolta: l'invenzione dei colori nei tubetti

Prima del 1841 gli artisti per dipingere erano costretti a restare nei loro studi e fare ricorso ad una buona memoria per dipingere le belle immagini viste all’aperto. Inoltre la pittura era preceduta da un lungo lavoro di preparazione dei colori: il pigmento veniva ridotto in polvere con un mortaio e conservato in vasetti di vetro, poi al momento dell’utilizzo si mescolava con un legante, appunto con l’olio, e si conservava nelle vesciche di maiale per evitare che si seccasse troppo in fretta.

I tubetti di metallo morbido furono inventati dal ritrattista americano John Rand nel 1841 proprio per sostituire i vecchi e scomodi contenitori dove venivano conservati i colori ad olio. Il tubetto rese più semplice la conservazione e più agile il trasporto consentendo a quei pittori che volevano ritrarre la natura dal vivo di starsene all’aperto per tutto il tempo necessario per completare l’opera.

L’invenzione del tubetto rese la pittura assai più semplice, gli artisti potevano comprare le tonalità che desideravano e spanderli direttamente sulla tela senza dover più occuparsi del faticoso lavoro di preparazione. 

Caratteristiche principali

L’olio è un ottimo legante che indurisce nel tempo a contatto con l’ossigeno presente nell’aria formando così una pellicola indissolubile e resistente. Una volta asciutti, i colori ad olio garantiscono una lunga durata e mantengono pressochè inalterati i valori cromatici.

Lavorare con il colore che si mantiene fresco a lungo dà la possibilità di creare finissime velature trasparenti e permette di ottenere effetti di luce e di profondità che difficilmente possono essere realizzati con altre tecniche pittoriche.

Che tipo di olio contengono?

Gli oli utilizzati nella preparazione dei colori possono essere sia naturalmente essiccanti che oli essenziali o essenze.

Il più utilizzato per la preparazione è l’olio di lino crudo, talvolta con l’aggiunta di additivi o seccativi.

Le essenze come per esempio l’essenza di trementina o di rosmarino si ottengono per distillazione, di conseguenza sono più costosi e di solito vengono utilizzate come diluente.

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Sarà interamente dedicato ai colori acrilici!

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