Feltro e pannolenci – origini, differenze e curiosità

Cenni storici e curiosità

Le più antiche tracce risalgono addirittura al terzo millennio a.C.

Il feltro all’epoca dei greci e dei romani veniva usato per confezionare abiti. Si ritiene che sia il primo tessuto prodotto dall’uomo non considerando l’intreccio delle fibre vegetali reperibili in natura che senza alcun’ombra di dubbio è molto più antico della lavorazione della lana.

La leggenda vuole che l’invenzione del feltro sia attribuita a San Giacomo apostolo. Il santo, che era un pescatore, sopportava male le conseguenze dei lunghi spostamenti a piedi dovuti all’opera di predicazione. Durante uno di questi viaggi trovò dei batuffoli di lana che le pecore, nel pascolare, lasciavano attaccati ad alcuni cespugli spinosi. Li raccolse e nella speranza di alleviare il dolore costante delle piante dei piedi provò a imbottire con essi i suoi sandali. Presto si accorse che la lana pressata dal peso del suo corpo e bagnata dal sudore si trasformò in una falda compatta, morbida e confortevole. Un’altra curiosità è che anche i primi cappellai consideravano il santo il loro protettore; infatti nell’iconografia è rappresentato come un pellegrino che porta in testa un cappello a tese larghe, ovviamente di feltro, ornato con una conchiglia.

Il panno lenci è stato brevettato dalla ditta Lenci di Torino nel 1922 per confezionare le omonime bambole. La ditta Lenci viene fondata nel 1919 da Enrico ed Elena Scavini. Il nome deriva dal soprannome di Elena (“Helenchen”) poi trasformato in acronimo Ludus est nobis constanter industria (il gioco è la nostra opera continua). Le bambole prodotte da questo panno erano lavabili ed ebbero un successo enorme sia tra i bambini che gli adulti perché rispetto alle tradizionali bambole in porcellana del XIX. secolo, erano non soltanto più adatte al gioco, ma anche molto più economiche.

Differenza tra feltro e pannolenci

In realtà il feltro e il pannolenci sono entrambi tessuti non tessuti caratterizzati da una struttura senza trama e ordito, ottenuti dalla lana cardata. La differenza fondamentale sta nel loro spessore: il feltro è più rigido mentre il pannolenci è più morbido e malleabile. Proprio per questa ragione si prestano particolarmente alla realizzazione di differenti progetti creativi inoltre, si possono abbinare con altri tessuti e materiali. Il loro grandissimo vantaggio rispetto ai tessuti tradizionali è che non si sfilacciano perciò anche chi non ha ancora molta dimestichezza con l’ago e filo riesce ad ottenere risultati apprezzabili. Sono particolarmente adatti anche per attività didattiche, realizzare dei piccoli lavoretti e un ottimo metodo per avvicinare i più piccoli alle arti manuali.

 

Qualche consiglio per aquistare feltro e pannolenci

Nel commercio si possono trovare vari spessori in tanti formati diversi, dai colori pastelli ai più sgargianti, stampati o glitterati, puoi trovare veramente tutto e di più per poter dare libero sfogo alla tua creatività. 

Personalmente preferisco acquistare prodotti di alta qualità che consentono di ottenere un risultato finale eccellente e duraturo nel tempo. Credimi che la differenza si nota subito appena lo prendi in mano, non parlando poi delle difficoltà che andrai ad incontrare nella fase di cucitura. Un prodotto di scarsa qualità è in grado di compromettere tutto il tuo lavoro creativo, perciò mi sento di consigliarti vivamente di fare attenzione durante la fase di acquisto. 

 

Prima di iniziare a creare assicurati di predisporre tutti i materiali necessari, non c’è niente di più fastidioso che scoprire nel bel mezzo del lavoro la mancanza di un accessorio o strumento indispensabile… Per non farti sfuggire niente leggi il mio prossimo articolo in cui troverai l’elenco completo dei materiali necessari per cucire feltro e pannolenci!

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CHI SONO

Sono Evi Bossanyi, ungherese di nascita e grossetana di adozione, dove mi sono trasferita da più di quindici anni…per amore.

Ho sempre avuto grande interesse e curiosità per le arti manuali che mi hanno portata a trasformare questa mia passione in una vera e propria professione

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